generazione
Gli elaboratori a transistor la sovrapposizione delle operazioni Gli elaboratori più avanzati della 2a generazione, mediante uno speciale dispositivo per lo smistamento dei dati al loro interno, sono in grado di sovrapporre ...
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Gli elaboratori a transistor Le "famiglie" di elaboratori Durante gli anni della 28 generazione si assiste ad una graduale evoluzione delle caratteristiche costruttive degIi elaboratori, che aumentano la propria velocita di circa ...
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Gli elaboratori a transistor L'espansione dell'automazione Nel 1964, alla fine della 2a generazione, gli elaboratori elettronici installati in tutto il mondo sono circa 25.000, di cui quasi 20.000 nei soli ...
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... impiego di circuiti microminiaturizzati capaci di "scattare" in pochi miliardesimi di secondo. Durante la sua terza generazione, l'elaboratore fa registrare una crescita spettacolare nel numero di macchine installate, nelle loro prestazioni ...
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... quali sono gli interventi da eseguire. Con il Sistema/360 vengono così superate alcune limitazioni della generazione precedente, in cui gli elaboratori erano generalmente progettati "su misura" per un impiego esclusivamente scientifico ...
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La 3a generazione di elaboratori Il "nanosecondo" Negli elaboratori della 3a generazione, che impiegano i velocissimi circuiti integrati, il tempo si misura in "nanosecondi" cioè in miliardesimi di secondo. Per avere un ...
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La 3a generazione di elaboratori La memoria di transito I traguardi raggiunti nella miniaturizzazione dei circuiti elettronici, e quindi nella rapidità di elaborazione, impongono degli accorgimenti per adeguare la velocità della memoria ...
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... 3a generazione di elaboratori La tecnologia dei circuiti integrati La caratteristica tecnologica degli elaboratori della 3a generazione è la presenza _ nell'unità centrale dei circuiti integrati microminiaturizzati, la cui fabbricazione si basa ...
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... questo periodo è il grande sviluppo delle unità terminali, già apparse verso la fine della precedente generazione e progettate per trasmettere dati all'elaboratore da punti distanti poche decine di metri fino ...
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... di elaboratori L'elaboratore al telefono Una tecnica completamente nuova, nata con le macchine della 3a generazione, è quella nota come "time-sharing", che consente a numerose persone di sfruttare contemporaneamente un ...
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... le varie operazioni, delle possibilità di errori manuali. Già presente negli elaboratori più potenti della 2a generazione, il sistema operativo guida e controlla automaticamente, senza intervento dell'operatore, il funzionamento della macchina ...
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La 3a generazione di elaboratori I microprogrammi Nuove soluzioni strutturali sono ottenute nei moderni elaboratori mediante la cosiddetta "microprogrammazione", che permette di raggiungere velocità di calcolo più elevate. La sequenza di passi ...
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La 3a generazione di elaboratori Nuovi linguaggi di programmazione Per favorire sempre più il colloquio fra l'uomo e l'elaboratore, vengono sviluppati nuovi linguaggi simbolici di programmazione: tra questi il PL ...
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La 3a generazione di elaboratori La multiprogrammazione Negli elaboratori meno recenti i vari lavori da svolgere (per esempio un calcolo scientifico, la preparazione delle paghe per i dipendenti ecc.) erano trattati isolatamente ...
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... aumento della velocità è strettamente legato alle innovazioni tecnologiche introdotte. Un elaboratore a valvole della 18 generazione, all'inizio degli anni cinquanta, poteva eseguire circa 2.200 moltiplicazioni al secondo; con l'impiego ...
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Gli elaboratori della "1a generazione" Strumento non più riservato a ristrette cerchie di matematici e scienziati, l'elaboratore esce dal chiuso dei laboratori universitari e inizia la sua penetrazione nella società per ...
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Gli elaboratori della "1a generazione" Strumento non più riservato a ristrette cerchie di matematici e scienziati, l'elaboratore esce dal chiuso dei laboratori universitari e inizia la sua penetrazione nella società per ...
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