La fiera delle macchine
La macchina e il peccato originale
Questa fiera di macchine si presta a qualche rilievo ancor più geniale. La macchina si diffonde con una incredibile rapidità. Diventa più economica in sè, e più efficiente rispetto al consumo di energia. Che significa tutto ciò? Andiamo incontro alla civiltà meccanica, quella che scrittori particolarmente inglesi e americani come Wells e Bellamy preconizzarono a scadenze che stanno per avvicinarsi?
Certo, ad ogni macchina che s'introduce corrisponde una diminuzione del lavoro umano: le prestazioni manuali si riducono sempre più. Quali effetti ne conseguiranno? Un effetto è già raggiunto, è evidente: il migliorato tenore di vita di quelle che si chiamavano le classi lavoratrici. Si è fatta sempre distinzione fra lavoro di cervello e lavoro di braccia e, checchè si dica, il primo è sempre stato più pregiato dell'altro: questa differenza tende a sparire ed ogni differenza che si elimina è una causa di discordia che vien meno. Fra poco non vi saranno che prestazioni intellettuali. Per l'uomo lavoreranno le macchine: a noi toccherà soltanto dirigerle e sorvegliarle.