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| | immagini - Uno strumento nuovo: l'elaboratore elettronico | 'Il Corriere della Sera', 18 novembre 1934. L'apparizione dei robot, esseri meccanici che camminano, parlano, eseguono ordini impartiti a voce, impressiona fortemente il pubblico e crea equivoci ed illusioni sulle macchine che "pensano" o che imitano l'uomo. | | Sta bene che se ne faccia per ora un lucroso spettacolo da fiera (una scrittura è in corso anche per Milano); ma si vuole anche che il pubblico italiano non sappia come è fatto l'uomo di acciaio e di alluminio, perchè creda veramente in una miracolosa imitazione della natura? del pratico impiego di questo meccanismo diremo in seguito; notiamo per ora che il pubblico nostro non può considerarlo altrimenti che come un grande giocattolo. Difatti la sala dove il gigante si produce è, specialmente nelle prime file, gremita di ragazzi che hanno conquistato i loro posti con lunghe attese, e i loro posti con lunghe attese, e i loro ingenui commenti mi hanno interessato più dello spettacolo stesso.
La mia curiosità aveva un'origine diversa da quella dei piccoli coi quali mi sono confuso. L'idea di imitare il meccanismo umano è antichissima: da quando l'uomo è riuscito con leve, rotelle e funi a produrre movimenti in apparenza spontanei ha sempre immaginato che il non plus ultra della virtuosità meccanica consistesse nel riprodurre il maggiore degli esseri viventi. I fantocci dei campanili che battono le ore, quelli che danzano sono cose realizzate da secoli. | | |
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