Berlino, 1936. Il ventiseienne Konrad Zuse inizia a costruire nel salotto dei genitori un calcolatore elettromeccanico, chiamandolo Z1. A questo seguono altri modelli più perfezionati, Z2, Z3 e Z4, che impiegano migliaia di relè e che vengono in parte finanziati durante la seconda guerra mondiale da enti statali.
Pur non avendo alcuna conoscenza degli analoghi studi in corso negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, Zuse introduce nelle sue macchine due principi fondamentali dei moderni elaboratori: la rappresentazione binaria dei numeri e il controllo programmato mediante nastro perforato.