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| | immagini - Uno strumento nuovo: l'elaboratore elettronico | Il 'Corriere d'Informazione', 13 novembre 1950. A differenza di ogni altra macchina, l'elaboratore elettronico è stato costruito non per "imitare" l'uomo nelle sue funzioni manuali e fisiche, ma per riprodurne alcune funzioni - eseguire calcoli e più in generale trattare informazioni - connesse all'attività mentale e alla capacità razionale. Da qui nascono il mito della "macchina pensante" e l'equivoco del "cervello elettronico", che, alimentati da una scarsa conoscenza delle reali possibilità della nuova macchina, protrarranno il loro effetto per diversi anni. | | La macchina elettronica pure sa riadattarsi. Nei cannoni antiaerei la mira non si fa ove si trova in quel dato momento l'aeroplano, ma ove sarà, tenendo conto di tutti i fattori, ivi comprese le probabilità di reazione del pilota! Ambedue dunque godono di memoria. Precisamente: persino la macchina poichè grazie al "selector" fa ritenere da un solo tubo 1200 cifre. Con procedimento analogo la macchina che traduce ritiene i vocaboli della lingua che le si è insegnata. Diciamo di più: i vocaboli che ha registrato, li traduce, lo si disse, in suoni. Fra poco tutti i ciechi udiranno lo scritto. Wiener, iniziatore della cinergetica, pensa che si potrà rilavorare in altro senso: creare, ad esempio, un analizzatore uditivo artificiale, che farà vedere il suono ai sordi e ridarà ai tabetici il senso muscolare e il movimento. | | |
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