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| | immagini - Uno strumento nuovo: l'elaboratore elettronico | Il 'Corriere d'Informazione', 13 novembre 1950. A differenza di ogni altra macchina, l'elaboratore elettronico è stato costruito non per "imitare" l'uomo nelle sue funzioni manuali e fisiche, ma per riprodurne alcune funzioni - eseguire calcoli e più in generale trattare informazioni - connesse all'attività mentale e alla capacità razionale. Da qui nascono il mito della "macchina pensante" e l'equivoco del "cervello elettronico", che, alimentati da una scarsa conoscenza delle reali possibilità della nuova macchina, protrarranno il loro effetto per diversi anni. | | Non tanto per noi neurologi che riconosciamo l'esistenza di lesioni in zone localizzate del cervello e del midollo, lesioni da cui dipendono certe malattie, quanto per i psichiatri i quali hanno da occuparsi sovente di malati ove lesione non c'è, e il loro male ha origine, come nelle macchine malate, da sconnessioni tra le fibre della immensa rete nervosa del cervello. Si può in altre parole essre pazzi con un cervello anatomicamente illeso, sano. Conforto non del tutto relativo, poichè ad aggiustarlo anche definitivamente riordinando le connessioni, spesso bastano, come è noto, degli chocs artificiali.
Vedremo la tecnocrazia rimpiazzare l'uomo sempre più nelle attività mentali ritenute finora di esclusiva sua pertinenza?
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