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| | immagini - Uno strumento nuovo: l'elaboratore elettronico | Il 'Corriere d'Informazione', 13 novembre 1950. A differenza di ogni altra macchina, l'elaboratore elettronico è stato costruito non per "imitare" l'uomo nelle sue funzioni manuali e fisiche, ma per riprodurne alcune funzioni - eseguire calcoli e più in generale trattare informazioni - connesse all'attività mentale e alla capacità razionale. Da qui nascono il mito della "macchina pensante" e l'equivoco del "cervello elettronico", che, alimentati da una scarsa conoscenza delle reali possibilità della nuova macchina, protrarranno il loro effetto per diversi anni. | | Lo si direbbe. Uffici di statistica, di previsioni, di pianificazione stanno per essere soppiantati. E qui sta il pericolo: che l'uomo sia tentato di obbedire alle cifre date dalle macchine anche e persino nella sua casa, nei sistemi di educazione dei figli, nell'igiene. Ma la vita individuale sarà menomata? La tecnocrazia forgerà un uomo collettivo, standardizzato, predisposto come è dal desolante aumento della passività degli spiriti, dall'abdicazione del senso critico, della discriminazione.
Avverrebbe allora, come sembra oggi probabile, per non dire fatale, che il mondo finisca per essere governato da un'elite? Una elite al di sopra di un gregge? A meno che ripetesi la coscienza umana non riprenda il senso della sua dignità, e rifiuti di lasciarsi "disumanizzare" dalle macchine dei tecnocrati; e le tenga sue "serve".
Alfredo Bertagnoni | | |
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