Per verificare la validità del proprio metodo, nel 1951 padre Busa esamina quattro inni liturgici di San Tommaso, tratti dall' "Officium de festo Corporis Christi". La scomposizione di un testo nelle sue parole-base e la loro successiva classificazione in "indici" (distribuzione e frequenza di tutte le parole impiegate) e "concordanze" (accostamento a ogni parola del relativo contesto) consentono fra l'altro allo studioso di analizzare il lessico di un autore, di un'epoca o addirittura di una lingua, e di stabilire l'autenticità di un'opera.