Ma ben altre risorse fornisce oggi la tecnica agli eruditi per le loro imprese lessicografiche. Ho sotto gli occhi il bel volume del gesuita p. Roberto Busa: "Sancti Thomae Aquinatis varia specimina concordantiarum", pubblicato recentemente a Milano, nella collana dell'Archivium philosophicum Aloisianum (ed. Fratelli Bocca, 1951). E' un saggio di indici di parole, composti e stampati con macchine elettrocontabili IBM. L'ho letto col più vivo interesse, non senza aver visto alla prova l'Autore nella dimostrazione da lui fatta in occasione della recente Mostra internazionale tecnica della documentazione. Nessuno immaginerebbe che macchine create per la preparazione dei bollettari degli utenti del gas e dell'elettricità servano così egregiamente alla compilazione, all'ordinamento ed alla stampa di indici, di concordanze e di lessici. Il p. Busa ha intuito genialmente questa possibilità e, adottando ingegnosi accorgimenti, vi è riuscito. Nel suo libro ce ne dà la prova, eseguita con pieno successo per la concordanza dell'Opusculum de festo corporis Christi di san Tommaso. Esso ci offre ben sei indici ottenuti dall'Autore nel giro di poche ore, e cioè un Laterculum verborum, un Laterculum verborum contrario litterarum ordine ad ultima ad primam dispositum, un Rationarium verborum, un Conspectus verborum, un Index verborum ed infine le Concordantiae verborum. I quattro inni tomistici contengono complessivamente, nei loro 165 versi, 614 parole, le quali restarono aggruppate in 450 forme diverse di 335 parole anche esse diverse.