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| | immagini - Gli elaboratori della "1a generazione" | 'L'Espresso', 2 ottobre 1955. Una serie di articoli dell'esperto americano Peter F. Drucker apre anche in Italia, tra un pubblico più vasto, il dibattito sui temi dell'automazione nelle industrie mediante elaboratori e dell'esigenza di nuove tecniche manageriali. Nell'età dell'automazione, al dirigente non basta più la sola intuizione per controllare l'azienda in rapida espansione: le decisioni a lungo termine che impegnano il futuro di un'impresa devono poggiare sulla valutazione di dati completi e aggiornati. | | Quali potranno essere, in generale, le conseguenze di questa che, non a torto, è stata definita la seconda rivoluzione industriale? Senza dubbio enormi. Basti pensare che l'applicazione dell'automation ad un processo industriale fa si che in media la produzione aumenti di quattro o cinque volte con un quinto o un sesto della mano d'opera.
Come avviene difronte ad ogni innovazione o invenzione radicale, l'uomo, che già ha cominciato a servirsi dell'automation, è tuttavia ancora lontano dal conoscere a pieno le condizioni preliminari ed i limiti entro i quali è economicamente conveniente applicarlo, i problemi che esso pone, le conseguenze vicine o lontane, strettamente industriali, sociali, politiche o più generalmente umane, che ne possono derivare.
Come dobbiamo tradurre "automation" ?
Di questo termine che ha cominciato a circolare in Italia soltanto da pochissimi mesi sono state date numerose traduzioni. Le più diffuse sono automazione, automatizzazione, automatismo. Data l'importanza che in questa innovazione hanno gli apparecchi elettronici, la traduzione più giusta sarebbe indubbiamente "automatizzazione elettronica". Per brevità sarà bene tuttavia abituarci a parlare di "automazione". | | |
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