Trasformando in forma numerica i valori analogici rilevati da strumenti di misura, gli elaboratori di processo non solo regolano l'andamento di un impianto chimico, di un altoforno o di una macchina per la produzione della carta, ma possono anche analizzare automaticamente registrazioni biomediche quali elettrocardiogrammi o encefalogrammi.
Dal 1958 al 1963 i costruttori di elaboratori lanciano sul mercato più di 100 nuovi sistemi. L'espansione economica generale favorisce la rapida diffusione dei mezzi per l'elaborazione dei dati: alla fine del 1961 funzionano nel mondo quasi 12.000 elaboratori (900 negli USA, 1700 nell'Europa occidentale e 400 nell'Europa orientale) con centomila persone impiegate per il loro funzionamento. Negli Stati Uniti i 2.500 elaboratori contati nel 1958 sono già diventati 6.000 nel 1960 e oltre 20.000 nel 1964.