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| | immagini - L'espansione dell'automazione | Milano, 1961. Per conto dell'Almanacco Letterario Bompiani 1962 il poeta Nanni Balestrini realizza un esperimento di composizione poetica mediante l'impiego di un elaboratore. Come titolo della poesia viene scelto il contrassegno del nastro magnetico utilizzato. 'L'Espresso', 10 dicembre 1961. Predisposto un testo formato da tre brani diversi, tratti dal "Diario di Hiroshima" di Michihito Hachiya, da "Il mistero dell'ascensore" di Paul Goldwin e da "Tao Te King" XVI di Laotse, si è chiesto all'elaboratore di combinare i diversi elementi linguistici in modo da ottenere una poesia di 6 strofe, formate ciascuna da una diversa combinazione parziale del testo fornito; le strofe dovevano risultare di sei versi ciascuna e ogni verso doveva essere costituito da 4 unità metriche. | | Il cervello elettronico entra nella storia della letteratura
Bompiani ordina poesie a macchina
Tape Mark 1
La testa premuta sulla spalla, trenta volte più luminoso del solo, io contemplo il loro ritorno finchè non mosse le dita lentamente, mentre la moltitudine delle cose accade, alla sommità della nuvola esse tornano tutte, alla loro radice, e assumono la ben nota forma di fungo cercando di afferrare.
I capelli tra le labbra, esse tornano tutte alla loro radice, nell'accecante globo di fuoco io contemplo il loro ritorno, finchè non muove le dita lentamente, e malgrado che le cose fioriscano assume la ben nota forma di fungo, cercando di afferrare mentre la moltitudine delle cose accade. | | |
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