Roma, 1961. Tredici milioni di moduli, compilati per il decimo censimento della popolazione italiana e raccolti da 70.000 rilevatori, vengono trasmessi all'istituto Centrale di Statistica per essere perforati su schede. Apposite macchine elettroniche verificano le informazioni perforate, scartando e riperforando quelle schede che registrano dati fra loro incompatibili, quali ad esempio "analfabeta" e contemporaneamente "medico", oppure "acqua in casa, no" e bagno e doccia "si".