Con l'impiego dei transistor, il perfezionamento delle unità ausiliarie e periferiche, lo sviluppo delle tecniche di programmazione, l'elaboratore diventa più veloce ed economico e si diffonde in decine di migliaia di esemplari in tutto il mondo.
Ultimata la fase preliminare e superato l'esame di verifica, l'enorme massa dei dati viene letta dagli elaboratori elettronici dell'ISTAT alla velocità di 48.000 schede all'ora e trasferita su memorie a nastro magnetico al ritmo di 20.000 caratteri al secondo. Tutti i dati del censimento si trasformano così in 270 bobine di nastro, contenenti ciascuna sedici milioni di caratteri.