Nel 1953 Enrico Fermi consiglia all'Università di Pisa di progettare e costruire un elaboratore elettronico. Un gruppo di ricercatori, presso l'istituto di Fisica dell'ateneo pisano, realizza nel 1957 un modello ridotto della macchina, che rappresenta il primo elaboratore interamente progettato e costruito in Italia, e completa tre anni dopo il progetto di un grande elaboratore scientifico: la CEP (Calcolatrice Elettronica Pisana). Dotata di memoria principale a nuclei magnetici e di memorie ausiliarie a nastri e a tamburi, la CEP impiega 3.500 tubi elettronici, 2000 transistor e 12.000 diodi al germanio.