Terminale video IBM 2260. Consente di far apparire sullo schermo qualsiasi informazione memorizzata dall'elaboratore e di aggiornare istantaneamente il contenuto della memoria.
Il terminale IBM 1030 per la raccolta dei dati negli stabilimenti viene impiegato per il controllo dinamico della produzione.
Progettazione automatica di una trave sul terminale video IBM 2250, che presenta sullo schermo, in forma di diagrammi e figure, i risultati del calcolo. Servendosi di una speciale "penna luminosa", il progettista può tracciare sullo schermo schemi elettrici, disegni di macchine o reti di tubazioni, e intervenire nel corso dell'elaborazione per variare il disegno, ingrandirlo, farlo ruotare nello spazio o correggere i dati del progetto: l'elaboratore memorizza automaticamente le variazioni e riprende i calcoli partendo dalla nuova situazione.
Nel 1970 il 20% degli elaboratori installati e ordinati in Italia risulta collegato a uno o più terminali, per un totale di oltre 2.300 unità di trasmissione dati.
L'elaboratore può fornire le proprie risposte anche a voce, scegliendo le parole da usare fra quelle precedentemente registrate in memoria e inviandole a un'apposita unità che le trasforma in suoni e le trasmette all'apparecchio telefonico in attesa.
La rivoluzione tecnica e organizzativa introdotta dall'elaborazione a distanza dei dati costituisce l'elemento qualificante della 3a generazione. Lo sviluppo dei terminali deriva dalla necessità delle aziende e degli enti di rendere più efficienti i propri servizi ai clienti o agli utilizzatori in senso lato e di conoscere e controllare con maggiore precisione e tempestività le diverse situazioni aziendali.