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| | immagini - Un protagonista del nostro tempo | Uno strumento al servizio della societa' italiana | 'La Stampa', 14 novembre 1965. Su designazione del ministero della Pubblica Istruzione, l'elaboratore scientifico di grande potenza messo a disposizione dell'università italiana dalla IBM Italia viene assegnato all'ateneo pisano, dove da circa un decennio un gruppo di studiosi opera nel campo dell'elaborazione dei dati. Nasce così il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (CNUCE), con l'intento di offrire alle università e agli istituti scientifici italiani un valido ausilio per le attività di ricerca.
Il 'Corriere della Sera', 13 novembre 1965.
1965. Alla presenza del presidente della Repubblica Giuseppe Saragat viene inaugurato, presso l'Università di Pisa, il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico. Il CNUCE pone a disposizione degli studiosi e dei ricercatori italiani un potente mezzo di calcolo per la soluzione di complessi problemi che vanno dalla matematica alla biologia, dall'architettura alla linguistica.
Uno dei primi lavori eseguiti dal CNUCE è l'analisi lessicale della Divina Commedia, che fornisce un prezioso contributo agli studiosi di linguistica e filologia. Trasferito su schede perforate, l'intero testo del poema dantesco viene elaborato per la compilazione automatica delle "concordanze" (elenco di tutte le parole usate con i versi in cui sono inserite), del lessico con la frequenza di apparizione di ogni parola, del rimario (vocaboli di fine verso), dell'indice dei capoversi e del lessico inverso.
Lessico della Divina Commedia in ordine di frequenza, stampato direttamente dall'elaboratore. Fra le 101.499 parole che compongono le tre cantiche, il sostantivo che appare più frequentemente è "occhi" (213 volte), seguito da "terra" (136) e da "gente" (127). Fa più "caldo" in Paradiso (13 volte) che nell'Inferno (5 soltanto). mentre la parola "passi" non compare mai nel Paradiso, ma ricorre 11 volte nell'Inferno e 26 nel Purgatorio. | | "Maria corse con fretta a la montagna; punse Marsilia, e poi corse in Ispagna". Non corse come tu ch'ad esso riedi". L'acqua ch'io prendo già mai non si corse: con costui corse infino al lito rubro; poscia con tito a far vendetta corse - del padre corse, a cui, comoa la morte. Corse e, correndo, li parve esser tardo. A piè di quella croce corse un astro - corsero incontr'a noi e dimandarne: - corsi al palude, e le cannucce e l braco - per ch'io dentro a l'error contrario corsi - tra' sardi e' corsi il vede quando cade. - giunga li suoi corsier sotto altra stella; - come natura lo suo corso prende - lor corso in questa valle diroccia: - cio' che narrate di mio corso scrivo - non molto ha corso, ch'el trova una lama - non fece al corso suo si grosso velo - in picciol corso mi parieno stanchi - col corso ch'elli avvolge, e poco pende. - se corso di giudicio non s'arresta. - e cento miglia di corso nol sazia. - essere al sol del suo corso rimaso: - con miglior corso e con migliore stella - così da questo corso si diparte - contro al corso del ciel, ch'ella seguio | | |
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