Il maestro Pietro Grossi del Conservatorio Cherubini di Firenze impiega un elaboratore elettronico per produrre suoni musicali con una ricchezza di toni e frequenze molto superiore a quella dei normali strumenti, eseguendo brani musicali classici, improvvisando pezzi originali o apportando modifiche ad un testo. Le caratteristiche di un suono, quali frequenza, intensità, durata, vengono espresse mediante dati numerici che l'elaboratore trasforma in segnali elettrici da trasmettere a un altoparlante.
Si conclude, con la stampa dell' "Index Thomisticus", il monumentale studio di tutte le opere di San Tommaso d'Aquino iniziato da Padre Roberto Busa S.J. nel 1949. L'analisi di quasi 11 milioni di parole, con la compilazione di concordanze ed indici riassuntivi e particolari, offre agli studiosi di filosofia scolastica e di teologia canonica una base interpretativa della dottrina del grande filosofo e contribuisce alla creazione di un vocabolario storico del latino dotto medioevale.
L'analisi della cupola del Brunelleschi, condona mediante l'impiego combinato, per la prima volta, di tecniche fotogrammetriche e dell'elaborazione dei dati, consente di fare il punto sullo stato di conservazione del monumento e di aprire nuove prospettive alla sua interpretazione storico-architettonica. Usando coppie di fotogrammi della cupola, una speciale apparecchiatura fornisce la ricostruzione tridimensionale del monumento e disegna automaticamente le sezioni e i prospetti relativi; i dati numerici ottenuti vengono poi analizzati dall'elaboratore.
Gli 884.647 vocaboli impiegati nelle opere di William Shakespeare vengono analizzati da un elaboratore per studiare il lessico del grande scrittore. La ricerca esamina anche il vocabolario di ogni personaggio, drammatico o comico.
Lo studio approfondito, mediante elaboratore, di 43 discorsi e 3 interviste televisive del Generale De Gaulle dal 1958 al 1965 indica in "France" il sostantivo più usato, seguito da "Paese", "Repubblica" e "Stato"; molto frequente è l'impiego di "noi" (721 volte), "io" e "me" (477).