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| | immagini - Un protagonista del nostro tempo | 1965. La passeggiata spaziale dell'astronauta americano Edward White. Ogni volo del progetto Gemini, che prevede congiungimenti orbitali tra due veicoli spaziali, richiede la trasmissione e l'elaborazione di una enorme quantità di informazioni, circa 15 volte superiore a quella generata dai voli del progetto Mercury. La rete di elaboratori della NASA segue con continuità l'andamento della missione, fornendo istantaneamente al centro di controllo i dati che permettono di decidere, in qualsiasi momento, la prosecuzione o l'interruzione dell'impresa.
Simulazione su un terminale video di una missione spaziale Gemini. Le capsule Gemini possono essere pilotate dagli stessi astronauti: le manovre spaziali per realizzare il "rendez-vous" conclusivo con un razzo Agena o con un'altra capsula Gemini sono basate sui dati del radar e sui calcoli di uno speciale elaboratore di bordo.
Dati sul sistema solare per il balzo verso gli altri pianeti.
1965. La navicella spaziale Mariner IV fotografa da una distanza di 9.000 km il pianeta Marte. Le foto, riprese dalla telecamera di bordo, vengono registrate in forma numerica su nastro magnetico e trasmesse a terra via radio: un elaboratore interpreta i dati e provvede a ritrasformarli in immagini fotografiche. Ogni fotografia scattata dal Mariner IV è composta da 40.000 punti caratterizzati da 64 possibili tonalità comprese fra il bianco e il nero: ogni punto è quindi contraddistinto da un numero da 0 (bianco) a 63 (nero), che viene trasformato in forma binaria e trasmesso a Terra. | | | |
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