L'unico linguaggio che l'elaboratore è in grado di comprendere direttamente è fatto di numeri. Ogni programma è quindi costituito da una serie lunghissima di cifre binarie che la macchina comprende perchè sa ad esempio che 0110 significa "esegui la moltiplicazione" o che 1011 significa "metti il risultato nella memoria". Questo "linguaggio di macchina" non ha per l'uomo alcun significato immediato ed è molto difficile da ricordare e da impiegare senza commettere errori. Sono nati allora i "linguaggi simbolici", che sostituiscono i numeri con delle lettere che ne esprimono il significato: per esempio, per comandare alla macchina di perforare una scheda, basta comunicarle la sigla "P", per farle eseguire un'addizione la sigla "A" e cosi via. Naturalmente, bisogna introdurre una volta per tutte nella macchina una particolare serie di istruzioni che consentano all'elaboratore di tradurre automaticamente le varie sigle incontrate nel linguaggio fatto di 1 e 0 ad esso comprensibile. Nel 1957, dopo anni di studi, un gruppo di esperti della IBM mette a punto un linguaggio simbolico avanzato noto come FORTRAN o "traduttore di formule". Questo linguaggio, molto più vicino al normale linguaggio parlato dall'uomo, è particolarmente adatto a esprimere istruzioni che risolvono problemi matematici, tecnici e scientifici.
Con il Fortran l'uomo si esprime mediante parole a lui comprensibili come "moltiplica", "calcola", "radice quadrata" ecc. che l'elaboratore provvede poi a trasformare automaticamente nel linguaggio di macchina.