Verso la fine degli anni 50 i tubi a vuoto vengono completamente sostituiti dai transistor nei circuiti aritmetici e logici delle unità centrali. Nasce così quella che è riconosciuta come la "2a generazione" di elaboratori elettronici. Con l'impiego dei transistor e con il perfezionamento delle macchine e dei programmi, l'elaboratore elettronico diventa più veloce e più economico e si diffonde in decine di migliaia di esemplari in tutto il mondo. Sotto la spinta della mutata situazione economica generale, della crescita continua delle imprese, dell'introduzione di nuove tecniche di organizzazione e di direzione aziendale, si passa da un utilizzo prevalentemente contabile e statistico ad applicazioni più complesse che investono tutti i settori di attività.