Realizzato nel 1948 dagli americani J. Bardeen, W.M. Brattain e W. Shockley, che meritano per questa scoperta il premio Nobel, il transistor è un dispositivo elettronico costituito da un cristallo di silicio o di germanio in cui vengono opportunamente introdotti atomi di materiale diverso. Per certi valori della tensione elettrica cui è sottoposto esso ha la capacità di trasmettere o meno la corrente e quindi di rappresentare l'1 e lo 0 che sono necessari al funzionamento interno della macchina.
Rispetto ai tubi a vuoto, i transistor presentano numerosi vantaggi: hanno infatti un costo di fabbricaziorie nettamente minore e una velocità dieci volte maggiore, potendo passare dallo stato 1 allo stato 0 in pochi decimi di milionesimo di secondo. Le dimensioni di un transistor sono di alcuni millimetri contro i parecchi centimetri di un tubo a vuoto, permettendo così di costruire macchine con decine di migliaia di circuiti complessi contenuti in uno spazio ridotto. Anche la sicurezza di funzionamento viene aumentata perché i transistor, operando "a freddo", evitano le rotture per riscaldamento che erano abbastanza frequenti nei tubi: in pratica la durata media di un transistor è di circa 90.000 ore, equivalenti a più di 10 anni di lavoro.