Il notevole sviluppo degli elaboratori e delle loro applicazioni in questo periodo non è dovuto solamente alle caratteristiche dell'unità centrale di elaborazione, ma anche ai continui perfezionamenti apportati alle memorie ausiliarie e alle unità per l'immissione e l'emissione dei dati. Le memorie a dischi, mediante l'impiego di una serie di testine a pettine, sono capaci di registrare decine di milioni di lettere o cifre. Più unità possono essere contemporaneamente collegate all'elaboratore, portando casi la capacità totale di memorizzazione a diverse centinaia di milioni di caratteri: è possibile registrare, per esempio, tutte le caratteristiche anagrafiche degli abitanti di una città con un milione di abitanti e tenerle costantemente aggiornate in seguito a nascite, matrimoni ecc. Accanto ai dischi stabilmente collegati con l'unità centrale si introducono delle unità in cui le pile di dischi sono mobili e possono essere facilmente sostituite con un'altra pila in pochi secondi. Ogni pacco di dischi può essere archiviato in uno scaffale, come se si trattasse di un normale volume, finche non deve essere utilizzato di nuovo. Anche se la capacità dei dischi mobili è minore rispetto a quelli fissi, la loro intercambiabilità assicura una riserva praticamente illimitata di dati pronti per l'elaborazione.