Il progetto Mercury, che nel 1962 porta nello spazio il primo astronauta americano, fornisce un impulso decisivo allo sviluppo degli elaboratori e in particolare dell'elaborazione a distanza dei dati. I voli spaziali richiedono infatti sistemi e tecniche speciali che siano in grado di raccogliere i dati rilevati da stazioni radar o dispositivi telemetrici, trasmetterli a migliaia di chilometri di distanza, trasformarli in forma numerica, analizzarli ed elaborarli in tempi brevissimi mediante macchine funzionanti in "tempo reale". Guidare e controllare la traiettoria di un razzo che si muove alla velocità di 8.300 metri al secondo significa compiere milioni di calcoli al minuto su un enorme e continuo flusso di dati proveniente dalle stazioni di controllo sparse in tutto il mondo e dallo stesso veicolo spaziale. La posizione del razzo o della capsula con l'uomo a bordo deve essere individuata, analizzata e confrontata con la rotta ideale, in tempo utile perche possano essere prese decisioni vitali per il successo della missione e per la sicurezza dello stesso astronauta.