Nel 1959, presso la raffineria Texaco di Port Arthur, negli Stati Uniti, viene installato il primo elaboratore elettronico per il controllo automatico di un processo industriale. Gli elaboratori di questo tipo sono progettati per seguire, istante per istante, l'andamento di un impianto chimico o petrolifero, di un altoforno o di un laminatoio, di una macchina per la produzione della carta, controllando con continuità la qualità del prodotto che esce dal processo. L'elaboratore viene collegato direttamente a vari strumenti di misura disseminati lungo l'impianto, analizza le misure raccolte e le confronta con quelle registrate nella propria memoria che individuano il funzionamento ottimo dell'impianto, fornendo cosi informazioni accurate sull'andamento del processo, segnalando immediatamente le condizioni anormali e suggerendo in tempo utile le correzioni più convenienti da apportare.