Negli elaboratori della 3a generazione, che impiegano i velocissimi circuiti integrati, il tempo si misura in "nanosecondi" cioè in miliardesimi di secondo. Per avere un'idea di questa velocità, mille volte superiore a quella consentita dalle macchine della precedente generazione, basti pensare che un nanosecondo sta a un secondo come un secondo sta a 30 anni. In altri termini, in un miliardesimo di secondo la luce - viaggiando alta velocità di 300.000 chilometri al secondo - riuscirebbe a percorrere solamente 30 centimetri. Grazie alle nuove tecniche adottate, un'elaborazione che richiedeva circa un'ora di tempo agli inizi degli anni 50 viene eseguita alla fine degli anni 60, su una macchina di dimensioni analoghe, in pochi secondi.