I traguardi raggiunti nella miniaturizzazione dei circuiti elettronici, e quindi nella rapidità di elaborazione, impongono degli accorgimenti per adeguare la velocità della memoria principale a quella dell'unità centrale. Tra la memoria principale a nuclei magnetici, che lavora in milionesimi di secondo, e l'unità centrale, che è circa mille volte più veloce, viene allora collocata una memoria cosiddetta "di transito" costituita da circuiti molto veloci. Poco prima dell'elaborazione, i dati vengono trasferiti dalla memoria principale a quella di transito, che - nell'istante in cui sono necessari - li scarica a gruppi e ad alta velocità nell'unità centrale.