L'elaboratore elettronico è diventato grande, veloce e complesso. All'unità centrale sono collegate varie memorie ausiliarie, unità per l'immissione e l'emissione dei dati, terminali per l'elaborazione a distanza. Per svolgere le varie applicazioni vengono impiegati linguaggi di tipo diverso e programmi sempre più complessi. Allo scopo di coordinare l'intero funzionamento dell'elaboratore viene creato "il sistema operativo", composto da un insieme di programmi che non hanno lo scopo di risolvere un dato problema, ma di aumentare l'efficienza della macchina attraverso l'eliminazione dei tempi di attesa, degli interventi frequenti dell'operatore per avviare e sorvegliare le varie operazioni, delle possibilità di errori manuali. Già presente negli elaboratori più potenti della 2a generazione, il sistema operativo guida e controlla automaticamente, senza intervento dell'operatore, il funzionamento della macchina: va a cercare i lavori da eseguire nell'ordine prestabilito, i programmi e i traduttori di linguaggi da impiegare per ciascuno di essi, le unità periferiche da usare, controlla lo svolgimento delle elaborazioni, le interrompe provvisoriamente per iniziarne altre più urgenti. Infine, avvisa l'operatore in caso di errori o disfunzioni che non riesce a correggere direttamente.