Nuove soluzioni strutturali sono ottenute nei moderni elaboratori mediante la cosiddetta "microprogrammazione", che permette di raggiungere velocità di calcolo più elevate. La sequenza di passi elementari in cui si scompone un'operazione da eseguire viene attivata da una serie di microistruzioni registrate in una speciale memoria veloce "di sola lettura". Questo consente di evitare la presenza di circuiti di calcolo molto complessi, di memorizzare in modo permanente alcune istruzioni di uso frequente e generale o di inserire nuove istruzioni non previste dalla macchina-base.