Nel 1955 tutti gli elaboratori installati negli Stati Uniti erano in grado di eseguire complessivamente, in un secondo, circa 250.000 addizioni. Oggi, questa è la velocità operativa di un solo elaboratore di medie dimensioni. L'enorme aumento della velocità è strettamente legato alle innovazioni tecnologiche introdotte. Un elaboratore a valvole della 18 generazione, all'inizio degli anni cinquanta, poteva eseguire circa 2.200 moltiplicazioni al secondo; con l'impiego dei transistor una macchina della 28 generazione raggiungeva le 38.000 moltiplicazioni al secondo. Nel 1964 queste velocità diventano comuni anche ad elaboratori a circuiti microminiaturizzati di medie dimensioni, mentre oggi un sistema a circuiti integrati monolitici è in grado di compiere in un secondo due milioni di moltiplicazioni. Parallelamente al crescere della velocità, i costi da sostenere per ogni singola elaborazione sono costantemente diminuiti: oggi sono meno di un centesimo di quelli del 1952.