Alla fine del 1973 la proliferazione degli elaboratori ha raggiunto dimensioni molto elevate: in tutto il mondo sono installati quasi 190.000 elaboratori, di cui circa 105.000 negli Stati Uniti, 44.000 nell'Europa Occidentale, 9.500 nell'Europa Orientale e 13.000 in Giappone. Anche l'occupazione ha raggiunto in questo settore cifre ragguardevoli. Si calcola che siano oggi occupate nelle varie attività collegate all'industria degli elaboratori e al loro impiego (addetti alla progettazione e produzione delle macchine, alla loro vendita e manutenzione, personale impiegato dagli utilizzatori per programmare e far funzionare le macchine ecc.) circa due milioni di persone. In Italia gli elaboratori installati o ordinati alla fine del 1974 erano oltre 5.500, suddivisi in circa 4.400 di piccole dimensioni, 650 di medie dimensioni e 450 di grandi dimensioni. La Lombardia assorbe ancora quasi un terzo di tutti gli elaboratori italiani, seguita da Lazio, Piemonte, Emilia e Veneto. Per quanto riguarda la diffusione settoriale circa il 47% degli elaboratori è impiegato dalle industrie manifatturiere, il 17% da banche e assicurazioni, il 16,5% dalla pubblica amministrazione, il 9% da aziende commerciali. Nel 1971 circa 55.000 persone erano addette alla direzione e al funzionamento dei centri per l'elaborazione dei dati installati nel nostro Paese; secondo stime attendibili, il fabbisogno di specialisti a tutti i livelli dovrebbe superare nel 1975 le 160.000 unità. Anche i terminali per l'elaborazione dei dati a distanza, collegati a sistemi centrali di calcolo, hanno avuto un notevole sviluppo durante gli ultimi anni. Negli Stati Uniti sono installati quasi 300.000 terminali, mentre in Italia i 19 terminali presenti nel 1966 sono diventati oggi oltre 15.000.