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Dar da mangiare agli affamati




AutoreScuola Veneta
TipoBassorilievo in gesso a forma persa
Dimensionicm 120x133
UbicazioneMilano, Sede centrale, Servizio Studi e Pianificazione, Centro Congressi
InventarioInventario sc. 140
Stato di conservazionePiccole cadute di materia specie ai bordi.
Storia dell'operaNel 1793 si inaugurava nella basilica vaticana il monumento commemorativo di papa Clemente XIII, opera dello scultore di origine veneta Antonio Canova (1757-1822) realizzata dal 1784 al 1792. Per riconoscenza dell'autore, il committente e nipote del pontefice, Abbondio Rezzonico, ricevette in dono nello stesso anno un primo nucleo di calchi: la Speranza (cat. 46) e la Carità (cat. 45), collocati nel salone terreno di villa Rezzonico a Bassano del Grappa e subito seguiti dal primo ciclo di storie "classiche" (ispirate cioè all'Iliade, all'Odissea, all'Eneide e al Fedone) comprendente la Consegna di Briseide (cat. 50), la Morte di Priamo (cat. 52) e il Socrate che beve la cicuta (cat. 48). Nel 1794 sarà la volta di questo modello della Giustizia sempre per la tomba papale e del secondo nucleo "classico": Socrate che congeda la famiglia (cat. 47), Danza dei figli di Alcinoo (cat. 53) e Ritorno di Telemaco (cat. 54), oltre al gesso oggi disperso di Amore e Psiche. Nel 1795, infine, giungeranno il Critone che chiude gli occhi a Socrate (cat. 49) e la Processione di Ecuba (cat. 51) mentre è ipotizzabile ma non documentata in senso stretto la collocazione nello stesso anno dei due rilievi Dar da mangiare agli affamati (cat. 55) e Insegnare agli ignoranti (cat. 56) eseguiti da Canova per la scuola istituita presso villa Rezzonico. Il corpus dei tredici rilievi canoviani (che ha due varianti nei cicli oggi Correr e di Possagno: cfr. G. Pavanello, Antonio Canova, catalogo della mostra, Venezia 1992, pp. 192-207, con bibliografia sistematica) passò ai San Bonifacio, la cui esponente Cecilia lo vendette alla Cariplo in data 21 gennaio 1991 (ampia documentazione in AC, cartt. 339033 e 339033/1); la serie era vincolata dal 9 aprile 1984 con notifica il 10 luglio 1984. Subito dopo l'acquisto venne restaurata e sottoposta a indagini non distruttive (radiografiche RX e termografiche IR) dalla R e C Scientifica Srl. Esposta in mostra presso il Centro Congressi dal 14 al 24 gennaio 1993 (AC, cart. 38, fasc. 955; cfr. cart. 35, fasc. 867 per la collocazione provvisoria).
Sistemazione cronologicaEseguito nel 1795.
Collocazione stilistica, attribuzione e significato storicoLa ricchezza della documentazione e la sigla stilistica non pongono dubbi circa la piena autografia canoviana dell'opera; è invece singolare l'esclusione dall'opera per la quale era stata progettata accanto alla Speranza e alla Carità effettivamente adoperate. Si può supporre un ripensamento formale ma credo più probabile trattarsi di una scelta prudenziale: negli anni di Pio VI una sottolineatura della giustizia di Papa Rezzonico (e dunque del suo atteggiamento di rigorosa difesa dei Gesuiti) sarebbe infatti suonata critica sia nei confronti della soppressione della Compagnia decretata dal successore Clemente XIV sia in quelli della politica di appeasement con le corti europee perseguita da papa Braschi.
L'opera è comunque degna della maturità di Canova alla quale appartiene: il modellato semplice e severo, la grazia con cui la bilancia è trasformata da attributo caratteristico e elemento di equilibrio spaziale, l'assorta nobiltà ellenizzante del volto trovano singolare equilibrio col dimesso, quasi ironico pragmatismo spaziale delle interruzioni alla seconda cornice in gesso per contenere l'immagine.
Descrizione
IconografiaCon una scelta non priva di arditezza, l'iconografia medioevale delle Opere di misericordia corporale e spirituale viene
piegata in questo rilievo e nel complementare Insegnare agli ignoranti (cat. 56) alla propaganda della promozione illuminista del benessere materiale e spirituale dei propri dipendenti bassanesi voluta dai Rezzonico: un momento delicato di trapasso, quindi, dalla beneficentia classica e dalla charitas medioevale alla filantropia ottocentesca che culminerà, ormai a fine secolo, nei villaggi dell'archeologia industriale; ma un momento ispirato a un rigoroso classicismo. La scena è ridotta all'essenziale: a destra un vecchio curvo con bastone introduce due giovanetti a ricevere del pane dalla Beneficentia: una giovane donna seminuda (a sottolinearne le virtù alitrici) che tiene in braccio un bimbo dormiente e ha su un tavolo vicino buona scorta di pani. Da notare, per il capo della donna, la consueta ripresa dal modello dell'Afrodite di Cnido (cfr. schede nn. 54, 56).
Valutazione generaleL'intero nucleo Rezzonico costituisce un importantissimo momento di riflessione canoviana sulla propria arte: la formula della donazione al committente permise infatti all'artista una raffinata selezione qualitativa e iconografica di opere accomunate dalla scelta materica.
BibliografiaE Mazzocca, "I bassorilievi di Antonio Canova", Ca' de Sass, 119 (1992), pp. 20-26, poi estratto autonomo, Milano 1993, con bibliografia sistematica

G. Rossi-L. Mattioli, "Modelli in gesso di Antonio Canova", Ca' de Sass, 120 (1992), pp. 34-38 per l'aspetto tecnico del restauro

didascalia breve in Tesori d'arte delle banche lombarde, Milano, 1995, p. 137

M. Bona Castellotti, Ca' de Sass, Milano s.d., pp. 10-13 (notazioni generali sul ciclo).
Note
Andrea Spiriti

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