Mari è il massimo interprete della visione "dura e pura" del design applicato alla produzione industriale: no alle tentazioni di dar libero corso alla fantasia espressiva, niente orpelli formali gratuiti introdotti nel progetto solo per piacere al pubblico (lui li definisce cazzettini...), ma la costante ricerca di quella semplicità archetipa che, sola, dovrebbe giustificare la nascita di un nuovo oggetto nella nostra già troppo affollata società dei consumi. Come in questo spremiagrumi (stoicamente battezzato Titanic), nel quale affronta e risolve brillantemente tutti i piccoli dettagli che rendono sgradevoli e non sufficientemente pratici gli spremiagrumi in commercio: non solo bello ma leggero e resistente, molto pratico, facile e piacevole nell'uso, insomma a suo modo un piccolo capolavoro che purtroppo parla sottovoce e ingiustamente fatica a farsi notare nel paesaggio confuso delle merci casalinghe...