"In architettura amo la complessità e la contraddizione. Non amo l'incoerenza e l'arbitrarietà dell'architettura incompetente, nè i complicati preziosismi del pittoresco o dell'espressionismo. Io amo gli elementi ibridi piuttosto che quelli puri, quelli di compromesso piuttosto che quelli puliti, contorti piuttosto che diritti, ambigui piuttosto che articolati. Io sono per la ricchezza del significato piuttosto che per la chiarezza del significato; sono per un disordine pieno di vitalità più che per l'unità ovvia: io accetto il non sequitur e proclamo la dualità. Ma un'architettura basata sulla complessità e sulla contraddizione richiede un impegno speciale verso l'insieme. Essa deve perseguire la difficile unità dell'esclusione. More is not less, più non è di meno"
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