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Tirano - Santuario della Madonna - Facciata

Gerardo Monizza - Creazione di un mito

di Tirano stanno nella particolare atmosfera che colloca l’edificio nella la realtà storica e il mito lontano dentro un’esperienza umana. Perché certe cose non si riescono a vedere e – forse – neanche a comprendere, ma almeno si possono (o si potrebbero) “sentire”.

[Nota: Questo testo è l’ampliamento di una conferenza dal titolo Il Santuario di Tirano come elemento di sviluppo della valle nel turismo religioso tenuta alla giornata di studio (Tirano, 29 ottobre 2004) organizzata dall’ANTEA della provincia di Sondrio. Le citazioni (dove non altrimenti segnalate) sono tratte dal Libro dei Miracoli della Madonna di Tirano, curato e trascritto da Saveria Masa, edito dalla Società Storica Valtellinese (2004); per la bibliografia essenziale si fa riferimento alla stessa pubblicata in questo volume. Di molti consigli e approfondimenti sono grato a Saveria Masa (per le precisazioni storiche e i dati inediti) ed a Battista Rinaldi (per il tema mito e religione). Devo anche ringraziare, per i diversi suggerimenti e le osservazioni, nonché per aver sciolto molti dubbi e aver pazientemente ascoltato le mie richieste numerosi amici e studiosi: Bruno Ciapponi Landi e Fernanda Garbellini per le preziose indicazioni; Francesca Bormetti e Gianluigi Garbellini (che hanno dedicato molte riflessioni al tema), Remo Bracchi (per i suoi studi e pubblicazioni e per l’attenzione ai particolari linguistici) e don Aldo Passerini, rettore del Santuario, per la cortesia. Per avermi indirizzato alla lettura non convenzionale dell’evento e dei simboli Lux Bradanini; per “l’ora italica” Cesare Baj, per i calcoli astronomici locali Paolo Mazza, per la botanica Luigi Conti (della Fondazione Minoprio). Infine: lo scultore Giancarlo Marchese, Rezio Donchi, Michele Gusmeroli e Nadia Enea]

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