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Tirano - Affresco dellĠapparizioneLĠaffresco di Autore anonimo, datato 1513,  il primo ex voto conosciuto (dono di un uomo poschiavino sanato dalla malattia) e quindi testimonianza di un miracolo. é dunque la prima immagine dellĠApparizione della Beata Vergine Maria a Mario Omodei avvenuta domenica 29 settembre 1504 ed  pure una precisa raffigurazione dei luoghi storici dei Òprodigiosi eventiÓ di Tirano.Si nota, nellĠillustrazione del territorio, unĠattenta dislocazione dei centri abitati e delle fortificazioni ed unĠesatta scelta delle essenze arboree e degli arbusti. Altrettanto indicativi sono il mantello della Madonna (in tessuto ÒberetinoÓ) e lĠabbigliamento di Mario che ne segna lĠappartenenza ad un elevato strato sociale. Realizzato quando Mario Omodei era ancora in vita (la sua abitazione  tradizionalmente collocata e ancora visibile a poche decine di metri dal Santuario) lĠaffresco  certamente una prova riconosciuta dal protagonista e dai primi testimoni dellĠepoca.Dopo lĠex voto del 1513 numerosissime sono le rappresentazioni dellĠApparizione sia in forma di pittura (affreschi e tele) sia in altorilievo e bassorilievo che a stampa. Tutte documentano lĠimportanza dei fatti di Tirano e la grande adesione popolare al culto mariano, continuata per cinquecento anni.

Battista Rinaldi - Un altro volto di Dio

pensiamo di avere tutto chiaro, queste luci improvvise deformano la percezione della realtà e ci portano, molto spesso, a comportamenti che distraggono dal reale e dalla vita quotidiana per cercare il magico e lo straordinario ad ogni costo, come unico segno di Dio. Ci dimentichiamo troppo facilmente di questo Dio entrato nella storia, fatto carne, rivestito di quotidianità e di normalità. E così, oggi, guardiamo con una certa sufficienza a questo tipo di fede; la confondiamo con una creduloneria non degna delle nostre conquiste e della nostra cultura. Ma forse dobbiamo incominciare a ricrederci. Un pensiero e un linguaggio simbolici non sono realtà infantili. Né i ragionamenti scaturiti da una lunga osservazione ed esperienza non sono meno significativi. Anzi, fanno parte di quell’atteggiamento vitale che chiamiamo sapienza e che permette di capire i meccanismi più reconditi della realtà e, nello stesso tempo, di saper prendere la giusta distanza dalla stessa per darle la adeguata considerazione. Il rito e il simbolo, poi, non sono meccanismi perversi che rivelano l’incapacità di affrontare con realismo la nostra vita. Sono invece l’espressione di un’alta considerazione che noi abbiamo proprio di quella vita. Ci aiutano ad esprimere tutto il significato che noi vi riscontriamo e che

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