| O sventura, perchè sei? chi ti creava? quando nascesti? sei una vendetta? sei forse un errore? sfuggisti forse al pensiero di Dio in un' ora nera quando a lui pure gemeva lo spirito addolorato? Il tempo che coll'ala instancabile corre rovinando ciò che gli si para di fronte, quando giunge d'innanzi al tuo simulacro chiude l'ala, e oltrepassa adorando. La terra è il tuo altare; i potenti sono i tuoi pontefici e ti dànno in sacrificio milioni di vittime; ma tu sei implacabile, tu divori vittime e sacerdoti. | |