Opportuni spazi dovranno essere attrezzati per la ricreazione e l'aggregazione; la Sala Azzurra dovrà riappropriarsi del ruolo di intrattenimento tipo "rotonda sul mare".
Attrezzature per il fit-ness, per il body building e per passatempo vario (tipo ping-pong o giochi elettronici) completeranno il quadro. Ovviamente non mancheranno tutti i vari tipi di ristorazione e quelle attività commerciali compatibili con le funzioni.
I servizi ed i parcheggi dovranno essere proporzionati al prevedibile utilizzo.
Scendendo verso sud dalla balneazione, si può dar spazio ad eventuali espansioni in funzione dei futuri sviluppi.
Personalmente eliminerei tutte le essenze sempreverdi, che nulla hanno a che vedere con le caratteristiche ambientali della zona. Al massimo si potrebbe salvare qualche essenza più pregiata e dalle dimensioni più consistenti.
Questa estensione dall'utilizzo casuale e libero dovrebbe arrivare verso sud fino al limite dell'insediamento IBM, oltre al quale dovrebbe iniziare il terrapieno di copertura dell'attuale strada, che verrebbe comunque declassata, e della strada di nuova costruzione che dovrebbe raggiungere la Paullese by-passando la zona densamente urbanizzata di Peschiera Borrormeo.
Dall'inizio del terrapieno fino al futuro canale che collegherà le cave ad est dell'Idroscalo, verrà impiantata una coltivazione che faccia da cerniera tra il territorio giardino ed il territorio prettamente agricolo. Pioppi e gelsi verso est, salici, serenelle e cespugli vari verso ovest.
Sul lato opposto dell'Idroscalo, nella parte a nord esistono già un'ottima gradinata, una tribuna storica ed una efficiente cabina per cronometristi e giudici di gara, tutte strutture che non chiedono altro che di essere maggiormente utilizzate.
Fino alla darsena di ex alaggio degli idrovolanti, la zona è occupata dagli insediamenti di varie associazioni ed in questo contesto nulla osta al permanere di detti insediamenti.
La grande novità è costituita dall'appropriazione delle vecchie strutture aeroportuali dimesse ubicate verso sud, oltre la darsena di alaggio. Questa zona è l'ideale per tutti quegli insediamenti di tipo ricreativo assimilabile alle giostre. Qui potrebbe essere costruito un complesso di montagne russe coperte e scoperte, in modo da essere utilizzate per tutto l'anno.
Tutte le attrazioni possibili ed immaginabili, specie quelle più rumorose, potrebbero avere qui la naturale collocazione.
Il vecchio hangar, una volta reso sordo con pannelli fonoassorbenti e dotato di tutte quelle misure di sicurezza proporzionate al numero dei frequentatori, potrebbe diventare una struttura camaleonte da adattarsi a molteplici manifestazioni.
Possiamo immaginare una maxi discoteca, un salone per concerti rock, un palazzotto per manifestazioni sportive, eccetera.
In altre strutture si potrebbero ricreare tutti quegli effetti speciali tipo "casa dei fantasmi", effetti ottici, prospettive ingannevoli, oltre ai percorsi di tipo informativo, con shock psicologici alternativi agli shock fisici delle montagne russe.
Fontane, giochi d'acqua, effetti di luce, musiche e ambientazione fieristica dovrebbe ricreare l'atmosfera da parco dei divertimenti di tipo permanente, con strutture sicure, aperto 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno, corredato di tutti i servizi attualmente pensabili, dalla ristorazione fin'anche all'accoglienza.
Per quanto rumoroso possa essere il complesso, sarà sempre poca cosa rispetto al rombo degli aerei.
Avanzando verso sud, si potrebbe prolungare l'edificato esistente con delle costruzioni che rasentino la scultura sospesa, realizzata su quello che personalmente definisco "l'aria cristallizzata". Un reticolo di pilastri e travi di diversa altezza, ma con intersezioni modulari (altezze compatibili coi piani di fuga dell'aeroporto), costituiscono la materializzazione di uno spazio tridimensionale nel quale far galleggiare in sospensione contenitori di diversa forma e di diverse dimensioni. In questi contenitori dovrebbero essere collocate tutte le attività di tipo culturale, anche se ricreativo; tra l'altro si potrebbe istituire un museo dell'aviazione in omaggio alle attività imprenditoriali proliferate nell'area di Taliedo nel periodo tra le due guerre (a questo proposito suggerirei all'Amministrazione di appropriarsi dell'archivio storico del pioniere Piero Magni, forte di ben 20.000 volumi e nel quale è possibile reperire tutta la storia dell'aviazione dalle sue origini).