Proposte
La soluzione a breve termine (ed anche il breve è sempre relativo all'entità dell'intervento) sarebbe di creare una rete di monitoraggio a diversi gradi di protezione, ma con il rilevatore terminale in grado di essere attivo per un segnale elementare in qualsiasi condizione di coinvolgimento nel disastro.
Tutta la rete telematica dovrebbe fare capo, secondo gerarchie mutevoli, a centri di raccolta dati in grado di gestire qualsiasi tipo di emergenza.
Successivamente sul territorio dovrebbero essere dislocati centri di stoccaggio per materiali logistici di prima necessità e viveri a lunga conservazione per sopravvivenza di emergenza.
Il rinnovo delle scorte alimentari dovrebbe coincidere con l'istituzione della "giornata di esercitazione" nella quale consumare le scorte in via di scadenza, abituando anche la popolazione a convivere con prodotti essenziali.
La continua rotazione permetterebbe inoltre l'esistenza di industrie specializzate nel settore e favorirebbe anche la ricerca.
Nell'allegato A si illustra per sommi capi la gerarchia delle strutture, il loro insediamento sul territorio e le caratteristiche base di ogni postazione.
La distribuzione sul territorio, in base a studi sulla consistenza degli agglomerati urbani, potrebbe essere:
* Stazioni di monitoraggio comunali: n. 1 ogni 2.500 abitanti circa
* Stazioni di pronto intervento comprensoriali: n. 1 ogni 100.000 abitanti circa
* Le strutture prefettizie e regionali rispettivamente una per ogni provincia ed una per ogni regione