Costi e Ammortamenti
Le stazioni comunali dovrebbero avere un costo, compresi gli interessi, di circa £. 100.000.000 l'una, da ammortizzare in 20 anni con rate costanti di £. 5.000.000 all'anno (ossia una incidenza per abitante pari a circa £. 2.000 pro capite all'anno.
Per rispettare un programma di circa 20.000 stazioni in 10 anni, occorrerebbe realizzarne 2.000 all'anno con un investimento lordo di circa 200 miliardi all'anno.
L'intervento potrebbe essere sostenuto dalle banche e rimborsato dai comuni con garanzia dello Stato (ossia, lo Stato o le regioni, in caso di inadempienza da parte dei comuni, potrebbe trattenere alla fonte l'importo delle rate sottraendolo alle rimesse, che sono anche queste proporzionali al numero degli abitanti).
A carico dello Stato resterebbe il costo per l'adeguamento delle prefetture e per l'installazione della rete telematica, mentre le strutture di coordinamento regionale verrebbero finanziate dalle regioni. (Queste comunque potrebbero farsi finanziare direttamente dalle banche invece che dalle Casse Depositi e Prestiti).
Per gli insediamenti di comprensorio, sarebbe doveroso creare dei consorzi tra comuni e privati che possano accedere a finanziamenti privati garantiti dall'ente pubblico.
In questi centri a prova di calamità (meglio se sotterranei) verrebbero stoccati attrezzi o strumenti di pronto intervento e prima necessità: tende - materassi - coperte - stivali di gomma - medicinali - pale - badili - corde e quant'altro ritenuto necessario dagli operatori della Protezione Civile.
Inoltre in appositi magazzini dovrebbero essere conservati e gestiti i viveri, a lunga conservazione, di prima necessità.
Attrezzature e strumenti dovrebbero soddisfare il fabbisogno immediato di 1.000 persone, mentre i viveri dovrebbero garantire la sopravvivenza di 20.000 persone almeno per 5 giorni.
Supponendo una durata massima di 6 mesi dei generi di prima necessità, sarebbe sufficiente che ogni sei mesi l'intera popolazione del comprensorio celebrasse la "giornata di esercitazione " (nella quale fosse obbligatorio acquistare e consumare solo i cibi della sopravvivenza) per permettere il totale rinnovamento delle scorte e la popolazione avrebbe modo di prendere coscienza del come comportarsi in caso di emergenza.
Il rinnovo e la manutenzione del materiale logistico potrebbe avvenire con il riciclo del materiale in dotazione all'esercito.