Conclusioni
Il progetto, per costi e per tecnologia, non ha alcunchè di fantascientifico, forse l'unico punto debole Ë costituito dalla vacuità della cultura imperante.
Gli autofinanziamenti di piccola entità e di lungo ammortamento da destinare alle strutture di controllo avrebbero il vantaggio di non frenare i doverosi interventi di risanamento geologico a carico dello Stato o degli enti locali.
La rete di monitoraggio, installata in aree tecnologicamente depresse, aiuterebbe lo sviluppo culturale delle popolazioni residenti e potrebbero essere il primo embrione di una rete telematica nazionale in grado di servire tutte le branche della vita civile, dal commercio all'industria ed ai servizi (in particolare al turismo).
La diffusione sul territorio porterebbe lavoro e benessere in tutta la nazione senza aggravi per le casse dello Stato.
I costi di gestione e manutenzione della struttura iniziale sarebbero minimi e sopportabili da qualsiasi comunità, mentre la espansione potrebbe addirittura portare a dei ricavi.
Il controllo del territorio non potrà sicuramente annullare i rischi di catastrofi, ma di alcune potrà prevederne l'avvento.
Sicuramente potrà diminuire il costo in vite umane, così come l'entità dei danni, ed alla lunga ripagherà abbondantemente gli investimenti, riducendo drasticamente le spese per interventi non previsti e non programmati (quindi inefficienti e molto dispersivi).
Il diffuso posizionamento delle stazioni di monitoraggio permetterà di "fotografare" lo sviluppo degli eventi in tempo reale e conseguentemente consentirà di effettuare la stesura dei progetti delle infrastrutture di salvaguardia su dati probanti e scientificamente corretti.