La via d'acqua è stata di grosso ostacolo allo sviluppo territoriale della città e ancora oggi pochi ponti servono al collegamento tra il centro storico e la città di nuova edificazione. Sicuramente qualche cittadino o qualche amministratore avrà pensato di eliminarlo e solo la pigrizia di inventare un intervento su un'opera sovracomunale avrà impedito l'ennesimo scempio del patrimonio culturale italiano. Oggi, prima che qualche balzana idea affiori come una ventata innovativa in ossequio al mito della produttività e dell'efficientismo, sarebbe ora di reinventare una funzione che lo restituisca alla vita della città e lo elevi a ruolo di catalizzatore per il recupero di tutte le tradizioni che lentamente si stanno perdendo. Quando parlo di tradizioni intendo riferirmi al Castro Romano (ancora oggi l'immagine zenitale della città evidenzia la sua antichissima strutturazione ed anche il fatto che la città non è mai stata completamente distrutta), alla Pavia capitale, alla Pavia longobarda, alla Pavia che non ha mai aderito al giuramento di Pontida se non in epoca recentissima (..... Como è coi forti e abbandonò la Lega ..... disse Alberto Da Giussano, ma Pavia alla Battaglia di Legnano era col Barbarossa), alla Pavia medioevale, alla Pavia della grande Università e dei relativi Collegi, alla Pavia agricola, alla Pavia industriale e per finire alla Pavia dei suoi rinomati istituti clinici. Ogni tradizione può essere evocata nei luoghi più appropriati, purchè l'incultura non consenta il crollo di tutto quel patrimonio architettonico e artistico del quale Pavia è ricchissima e del quale il mondo è poco informato. Tuttavia il Naviglio potrebbe essere un palcoscenico ideale e un filo conduttore per percorrere in astratto i sentieri della storia. Da ingegnere, tuttavia, prima di avanzare proposte che ai più potrebbero sembrare utopiche o fantascientifiche, ho voluto verificare per grandi linee l'impatto di questa ingombrante infrastruttura con lo sviluppo della città anche a lungo termine ed in funzione di possibili future tecnologie del tutto innovative. Senza dilungarmi in spiegazioni, ho rapportato la città ed il suo territorio agli studi sull'evoluzione e sulla essenza dell'urbanesimo, prescindendo dall'attuale Legge Urbanistica che non ho mai condiviso perchè aberrante e che in tutti i modi mi adopero perchè venga sostituita con una normativa più moderna e rispondente alle reali esigenze della popolazione. Sono state richiamate alcune definizioni, frutto di precedenti studi e a queste definizioni è stata tentata una voluta contrapposizione delle proposte ipotizzate. Definizioni o argomenti presi in considerazione:- Cos'è una città? - Che differenza esiste tra paese, città, metropoli? - Che cos'è il mercato? - Che cos'è la piazza? - Cos'è il territorio urbanizzato? - Cos'è la relatività applicata al territorio? - Cos'è il denaro? - Cos'è lo sviluppo economico di un paese, una regione, eccetera? - Cos'è il turismo? - Cos'è la cultura? - Cos'è il consumismo? - Cos'è l'ecologia? Anche volendo fare l'avvocato del diavolo, ho potuto verificare che il Naviglio a Pavia e per Pavia rappresenta ancora un patrimonio di grande ricchezza del tutto inutilizzato, non solo, il Naviglio, il Ticino ed il Po potrebbero essere l'elemento innovativo per un definitivo lancio del patrimonio cittadino sul mercato mondiale ed in particolare su quello americano e giapponese. I grandi spazi delle aree golenari potrebbero inoltre consentire alla città di dotarsi, con infrastrutture periodicamente galleggianti, di quei servizi ricettivi o ricreativi di cui la città può essere carente e che il pathos dell'incertezza renderebbe ancora più appetibili. L'attuale sviluppo della città, poi, consentirebbe ancora di intervenire per salvaguardare la città dalla creazione delle cosiddette "periferie" proprie delle città monocentriche e che in tutto il mondo sono la logica collocazione del sottosviluppo, del degrado e dell'incultura. Mi permetto comunque di suonare un campanello d'allarme, perchè gli attuali insediamenti sono tutti indici di sviluppo tentacolare, ossia segni inequivocabili di città monocentrica. L'unico lato negativo osservato nella città è costituito dal rischio alluvione, non tanto in funzione degli edifici esistenti, ma perchè in buona parte della città è impossibile realizzare opere in sottosuolo.
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