In queste zone infatti gli accessi sarebbero sotto la quota rischio, perciò eventuali insediamenti sotterranei richiederebbero oltre a costosi interventi per realizzare strutture resistenti alle sottospinte, anche chiusure di emergenza sempre più costose ma soprattutto di onerosa gestione. Comunque, a parte le citate zone, data la ridotta dimensione del centro storico (inadatto ad ospitare traffico automobilistico) e gli ampi spazi costituiti dalle grandi strade che lo circondano, il centro cittadino può essere servito con la tecnica dell' "ascensore orizzontale". Per contro l'andamento non sempre pianeggiante delle strade e la pavimentazione realizzata con ciotoli di fiume, può creare qualche intralcio alla movimentazione dei "personal conteiners" che dell' "ascensore orizzontale" costituiscono elemento fondamentale per l'applicazione della relatività al territorio (alla base della relatività vi è il concetto di misurare le distanze non in metri ma in minuti necessari per percorrere un dato spazio). Dopo questa doverosa premessa, le proposte. Anzitutto occorre allenare la mente a pensare in lungo termine con strategie di indirizzo e non di imposizione in modo da permettere all'idea progettuale di evolvere nel tempo adeguandosi alle mutate esigenze conseguenti all'evoluzione tecnologica e culturale. In quest'ottica occorre proiettare nel terzo millennio la visione astratta di Pavia, immaginando quali saranno i fabbisogni e quali potranno essere i modi di produrre le risposte. Con un semplice prolungamento senza punti angolosi del diagramma dello sviluppo produttivo, possiamo facilmente immaginare che la fabbrica dei beni materiali sarà sempre meno dipendente dal lavoro manuale e sempre più affidata all'operosità 24 ore su 24 del robot. Dico robot e non macchina operatrice, perchè la produzione potrà essere così abbondante da superare le richieste, quindi, per non ripiegare sul consumismo, nel ciclo produttivo dovrà essere sufficiente il semplice cambio di scheda per passare dalla produzione di bulloni all'imbottigliamento dell'acqua minerale. In quest'ottica assumeranno grandissima importanza i trasporti perchè, come già avviene oggi, in futuro verrà esasperato il concetto che poche fabbriche specializzate produrranno componenti per la globalità degli assemblatori e anche tra questi si creeranno gerarchie di componenti sempre più complessi. Con questo scenario non si può immaginare un trasporto di pura manovalanza come quello costituito dall'autocarro, con tutte le implicazioni di aleatorietà legate a fattori meteorologici o umani. La logica vuole che il trasporto del futuro sia di tipo guidato e automatico. Anacronistico sarebbe poi in questo scenario pensare ad un trasporto delle merci via fiume. Personalmente ritengo che questo tipo di trasporto potrà essere utilizzato solo e soltanto per poche materie di scarso pregio e soprattutto per i rifiuti solidi urbani. Per contro il lavoro via computer e il lavoro di relazione richiederà la necessità di occasioni di incontro e di movimento per gli organizzatori ed i gestori dell'automatismo. Senza scomodare nuovi scenari, ma solo interpretando le curve di sviluppo, gli esperti del settore dicono che nell'anno 2000 il numero dei turisti sarà il doppio di quello attuale. Malgrado le enormi sacche di miseria, il movimento turistico mondiale odierno è rappresentato da mezzo miliardo di entità. Corretto mi sembra l'indirizzo seguito dalla città di Pavia nel trasformare la grande valenza industriale insediata nel territorio in una forte realtà terziaria. In quest'ottica bene si immedesima la infrastruttura Naviglio e la naturale presenza del Ticino e del Po.
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