PROPOSTA DI INTERVENTO PER LA ZONA DI SAN VITO
All'epoca dello studio l'area di San Vito era di un'unica proprietà e si estendeva da lago a lago con l'unica eccezione della strada adiacente alla sponda est della penisola. La proprietà, che voleva frazionare e alienare parte dell'area, ha chiesto di proporre uno studio urbanistico in grado di valorizzare il territorio, senza ricorrere alla proliferazione di seconde case che per la maggior parte dell'anno sarebbero state chiuse e abbandonate.
Lo studio, data la singolarit della zona, è stato impostato anche per decongestionare il centro storico di Sirmione, creando una polarità alternativa ma complementare a quella storica ed in grado di incrementare il richiamo internazionale e di prestigio verso l'inera zona del medio e basso Garda.
Obbiettivo primario è stato quello di drenare il flusso di automobili verso l'area monumentale, in modo da limitare l'antiestetica visione dei parcheggi a cielo aperto in prossimità di prospettive di pregio.
L'idea è stata quindi quella di creare un canale navigabile attraverso l'area oggetto di studio e intorno a detto canale realizzare strutture di tipo ricettivo, commerciale e ricreativo da definire secondo le prospettive del mercato, ma soprattutto creando molteplici parcheggi coperti in grado di ospitare le vetture del flusso domenicale, lasciando accesso alla punta della penisola solo alle auto dei residenti, dei loro ospiti ed a quelle di servizio.
I flussi da e per il centro storico sono stati studiati con l'ausilio di un servizio di motoscafi navetta (con trazione elettrica e di basso costo per il turista).
Dalla legenda si possono dedurre le destinazioni delle strutture; tuttavia l'organizzazione del territorio avrebbe potuto essere modificata in funzione di varie esigenze e soprattutto in funzione delle spinte di mercato.
Milano, ottobre 1979