Si è ritenuto opportuno ascoltare il parere di un "esterno" al progetto, il parere dell'ingegnere capo del Genio Civile di Como, Paolo Lombardi. Anch'egli era presente alla conferenza stampa di marzo. Non sapeva di che cosa si trattasse e naturalmente rimase allibito come tutti. Successivamente si è incontrato con l'ing. Magrini; insieme hanno discusso e Lombardi ha raccolto le sue non trascurabili deduzioni.
Ingegnere, lei è scettico? No, assolutamente. Tecnicamente il progetto è realizzabile al 100%; in più esso ha tutti i requisiti di idoneità per risolvere la maggior parte dei problemi della viabilità e dei trasporti di tutta l'area comasca e soprattutto nazionale. Sottolineo, a questo proposito il mio personale parere, cioè che oggi questi problemi possono essere risolti esclusivamente "sottoterra". Certo il quesito maggiore da affrontare resta l'aspetto finanziario. E' giusto però parlare di alto costo? Credo di no, perché ho presente altri parametri. Ad esempio l'Italia spende ogni anno circa un terzo del suo reddito complessivo nazionale per far fronte a tutte le spese dei trasporti di merci e persone. E queste sono cifre spaventose. Pensiamo poi a quanto si spende ogni anno per sistemare i danni della "Regina" e di altre strade, al pericolo della neve e del ghiaccio d'inverno e a quanto non è stato fatto per accelerare la viabilità commerciale di tutta la zona lariana. |  Ridurre le spese per fare nuovi investimenti... Certamente. Investimenti diversi però, più razionali, moderni. Non si può più pensare a costruire autostrade sulle sponde del lago, gallerie, ponti e così via. Dobbiamo pensare che sarà l'economia italiana a trarre i benefici più alti dal "tubo". Il commercio, gli scambi commerciali internazionali delle merci stanno mutando radicalmente. Con il "tubo", la Lombardia diventerà tappa obbligata, il centro commerciale d'Europa.
Un progetto grandioso. Quanti anni ci vorranno però? Senza pensare ai ritardi burocratici... Ci vorrà certamente parecchio tempo, in quanto occorre sensibilizzare l'opinione pubblica e i politici riguardo a questa novità. Per ciò che concerne i ritardi burocratici, essi possono essere preventivati e superati tranquillamente. Il progetto del "tubo" comunque non comporta più operazioni burocratiche rispetto ad altre realizzazioni del passato. Ritengo che la burocrazia sia un ostacolo superabilissimo rispetto ad altri problemi, quali lo scetticismo, i pregiudizi, la disinformazione, la mancanza di volontà e soprattutto l'incapacità di guardare oltre il proprio naso.
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