Pensando ad un megatubo immerso nel nostro lago, ci si chiede tranquillamente se il suo progettista sia un genio, un mago o un pazzo scatenato e irresponsabile. Quando invece si incontra l'ingegner Gianfranco Magrini, si resta soprattutto colpiti dalla sua razionalità e si percepisce più che mai la sua grande preparazione e la consapevolezza di vedere più in là di altri. Magrini è uno stimato e rispettato ingegnere milanese; il suo lavoro è fare progetti, dalle ville ai ponti, ed è noto per aver collaudato la metropolitana di Milano; inoltre egli è consigliere del sindacato degli ingegneri liberi professionisti della Provincia di Milano, nonché membro esecutivo di quello nazionale. E' un personaggio intelligente, simpatico, a volte ironico.
Ingegnere, da quanto tempo medita questo progetto? Da più di due anni; ho redatto tuttavia il progetto vero e proprio lavorando circa un anno in collaborazione con gli ingegneri Marco Gallazzi e Ettore Guglielmino e l'architetto Rosa Simonelli.
Perché il tubo? Prima vorrei fare una premessa. La mia ipotesi potrà sembrare stravagante e indurre allo scetticismo. D'accordo. Queste reazioni sono però il sintomo di uno degli aspetti più deprimenti e rischiosi di questi tempi di crisi: l'incapacità di "pensare e progettare il futuro", di "pensare in grande" superando i problemi congiunturali. Per troppi anni la "cultura della crisi" nostro malgrado ci ha disabituati a guardare oltre la normale amministrazione dell'esistente. Questo progetto non è dunque soltanto un contributo alla soluzione di alcuni gravi problemi socio-economici, dell'area lariana e della Lombardia, ma anche una sfida verso lo spirito di rassegnazione e fatalismo che ancora domina la nostra cultura. Detto questo, posso affermare che il tubo nasce nel momento in cui si pensa di voler rivitalizzare l'intera zona lariana. |  Si risolveranno parecchi problemi? Sicuramente. La Lombardia è la regione del nord Italia con i più scarsi collegamenti internazionali. Solo il valico di Chiasso è la valvola di sfogo. Trovando una soluzione a ciò, si darebbe un incentivo a tutta l'economia nazionale. Inoltre ricordo che la Regione Lombardia ha da tempo lanciato il progetto indispensabile del traforo ferroviario dello Spluga, per collegare Milano a Coira attraverso Lecco. Il tubo sarebbe il naturale prolungamento dello Spluga e la Lombardia si vedrebbe unita all'Europa. I trasporti nell'area del bacino del lago di Como verranno così potenziati, come migliorerà la viabilità autostradale verso la Valtellina, l'Engadina, Bormio e le altre località di villeggiatura, nonché tutto il sistema di trasporti locale tra Como, Lecco ed i centri costieri.
Quali sono i vantaggi del tubo? Il costo completo dell'opera è inferiore ad altre possibili soluzioni. Il percorso è rettilineo, non ci sono pericoli geofisici quali terremoti, frane e così via; la struttura non deturpa l'ambiente, perché immersa nell'acqua; essa collega i paesi del lago, i quali potranno uscire dal loro cronico isolamento e sottosviluppo e potranno iniziare tra loro un nuovo sistema di interscambio economico e sociale. Infine costruendo il tubo sperimenteremo nuove tecniche e nuovi metodi di lavori che saremmo poi in grado di esportare.
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