Non se nè più parlato, che si sappia: nè sulla stampa nè in pubbliche conferenze . Le ultime notizie risalgono allottobre dellanno scorso quando a Como è stata costituita la Società che se ne occupa in termini promozionali e finanziari. Eppure il progetto è uno di quelli che non lasciano indifferenti: alta ingegneria, alta tecnologia, previsioni a medio e lungo termine nei tempi di realizzazione, possibilità di saggiare il grado di sperimentazione delle idee anche quando queste appaiono avveniristiche, soluzione pressoché completa ai problemi di viabilità e di traffico del territorio preso in esame (con conseguente sviluppo dei servizi legati al terziario anche più avanzato) e soprattutto grande fiducia nelle capacità organizzative degli uomini quando si tratta di realizzare grandi impianti e grandi opere. Non se nè più parlato. Eppure lanno scorso, quando in primavera il progetto fu presentato presso la Conter Leasing di Como (la Società che ne assicurava il contributo promozionale immediato), lo scalpore in ambito locale fu enorme; e la notizia venne ripresa da numerosi organi di stampa. Il dibattito che ne è seguito si è poi sviluppato anche autonomamente, sul piano politico-amministrativo. Stiamo parlando del progetto noto con il nome di Tubolario. Quando il suo autore, ling. milanese Gianfranco Magrini, docente universitario e stimato professionista nel settore dei grandi impianti civili, lo propose allattenzione del pubblico, ebbe a spiegare quella che si potrebbe ritenere la filosofia cui sera ispirato: capacità di pensare e progettare il futuro, capacità di pensare in grande, capacità di superare la cultura della crisi che, da troppi anni, ci ha disabituati a guardare oltre la normale amministrazione dellesistente. Vogliamo riguardare il progetto delling. Magrini? Bene. Lidea è quella di collegare le città di Como e di Lecco con il comune di Colico e quindi con tutta lalta Lombardia attraverso unarteria formata da due maxi-tubi cilindrici in acciaio e cemento armato collegati tra loro da travature e sommersi a venti metri sotto il livello di magra del Lario. Dal punto di vista statico la struttura appare dimensionata in modo che anche a pieno carico tenda a galleggiare, ma è mantenuta sottacqua tramite tiranti ancorati a zavorre poggiate sul fondo del lago. | La sezione di ciascun tubo presenta una suddivisione in quattro zone . Le due superiori ospiteranno due carreggiate autostradali (in senso ascendente la destra, discendente la sinistra) . Le due inferiori accoglieranno invece due linee ferroviarie a doppio binario ciascuna, una per i convogli internazionali e laltra per i convogli di tipo metropolitano utilizzati in ambito regionale. Il diametro interno di ciascun tubo misurerà quindici metri e mezzo. Le carreggiate stradali saranno larghe undici metri e venticinque centimetri, e ognuna di esse comprenderà due corsie di marcia più una di emergenza. La strada ferrata sarà di dimensioni normali. Il percorso di questo colossale tunnel subacqueo si articolerà per settanta chilometri partendo dal Pian di Spagna, nellalto lago, per arrivare a Bellagio e da qui, seguendo la biforcazione del Lario, da una parte raggiungerà Como, dallaltra Lecco. Opportuni snodi, poi, metteranno in comunicazione larteria principale con i paesi di entrambe le sponde. A Como e a Lecco il progetto prevede sbocchi multipli. In particolare, a Como la ferrovia si collegherà con la linea internazionale Como-Chiasso e lautostrada con la Milano-Lugano, mentre la metropolitana emergerà in corrispondenza con la stazione Como Lago delle F,N,M, Gli svincoli autostradali, peraltro, prevedono due ulteriori sbocchi, uno sul prolungamento di viale Varese a fianco del Monumento Voltiano, laltro sul prolungamento di viale Lecco, a fianco della stazione F.N.M. Allo sbocco di Lecco, invece, lautostrada si metterà in comunicazione, a Malgrate, con la superstrada Milano-Lecco, mentre la metropolitana si inserirà, sempre a Malgrate, nella rete delle Ferrovie della Brianza. La linea ferroviaria, inoltre, si immetterà nellattuale rete statale in corrispondenza della stazione di Lecco, per proseguire verso Milano o verso Bergamo. Infine, un raccordo autostradale sfocerà sulla sponda orientale del lago, collegandosi con lattuale rete viaria e in particolare con la nuova circonvallazione. Non cè che dire: tutto è organizzato in funzione di una, si direbbe, perfetta sistemazione della rete viaria del lago. Ma quali sarebbero le motivazioni di unopera così gigantesca? |