Qui confluiranno coloro che scendono dallo Spluga, dal cuore e dal Nord dell'Europa e che si dirigono verso Sud, verso l'oriente e l'occidente. Il primo passo era fatto: era stato individuato un "polo" di ricchezza. Infatti, Magrini ha calcolato che con due strutture di quel genere, poste a metà strada tra il lago e le valli sondriesi, con cento paesi intorno, potrebbero arrivare 100.000 persone al giorno, ma soprattutto 2.500 miliardi all'anno perché ogni turista spenda in media 140.000 lire pro die, tra parco divertimenti, soggiorno, pranzo, cena e spuntino, passeggiate ed escursioni. Intorno, intanto, sarebbe stimolata l'iniziativa a realizzare tutto quanto può essere venduto in senso turistico: ogni investimento darebbe un reddito, che resta sul territorio, a favore di chi l'ha compiuto.
Ma tutti questi progetti, nella mente dell'ingegner Magrini si scontrano subito con la realtà: mancano i collegamenti tra Milano e Sondrio via Como. E Como che cos'è, se non il baricentro dell'Europa? Infatti, immaginiamo una carta del mondo: le direttrici che partono dall'Alaska e vogliono arrivare in Nuova Zelanda passano per Como, per esempio, dalla Siberia al Corno d'Africa, si intrecciano ancora a Como. Comunque sia, la città lariana è a metà strada tra Amburgo e Reggio Calabria, tra la Lombardia, con quel che significa Lombardia e la Svizzera, con quel che significa Svizzera. | Bastano, dunque, le strade tradizionali, la Regina, la Lariana, la statale 36? No, lo verifichiamo ora, tra lavori in corso e frane. E poi il mondo, tutto il mondo, ha bisogno di nuove, veloci e sicure vie di collegamento. Lo stesso trasporto merci oggi è penalizzato, non tanto dagli scioperai valichi doganali, sebbene importanti, ma dall'indisponibilità delle vie di collegamento. Ma c'è una strada che non è stata ancora sfruttata: quella che passa in mezzo, dentro, sotto le acque. I giapponesi, che in quanto a tecnologia, non sono secondi a nessuno, l'hanno praticata questa strada, con un lungo tunnel sottomarino che inaugurano quest'anno, un tunnel che comprende un'autostrada. Magrini lancia dunque un'idea sconvolgente: il "tubo del lago di Como", una prima frazione di pipeline che passa nei laghi e nei mari e congiunge ogni punto del mondo. |