Ecco, secondo l'ingegner Magrini, tesi difficilmente contestabile, se vogliamo attirare gente sul lago, sulle montagne, da Como a Sondrio, dalla Val d'Intelvi alla Valtellina, dalla Valsassina alla Valchiavenna, dobbiamo offrire qualcosa. Offrire significa sviluppare. E quale sviluppo per quest'area a nord di Milano? Certo, non lo sviluppo industriale, impossibile, non quello legato all'agricoltura e all'artigianato, ma lo sviluppo legato al turismo. "Da secoli, si dice che la zona nord di Milano è turistica - ha osservato l'ingegner Magrini - ma non è vero. C'è un'offerta scoordinata, un turismo maturo, che non da grandi redditi, che non gira e non fa girare denaro". Ed ecco la prima proposta, quella che fa da volano a tutte e che giustifica, tanto per incominciare, la struttura viaria sotto il lago: creare sul Pian di Spagna, un'area vastissima, bellissima, ma desolata, vuota in tutti i sensi, un supermarket del turismo. Uno arriva lì, al capolinea, e trova questa struttura: le "merci" sono le offerte alberghiere, di sport, di divertimenti, di escursioni, residenze, trattorie, bar, discoteche e night, per tutta la zona, lago, valli, Sondrio e Como e il Lecchese. Supermarket e va bene. | Ma sul Pian di Spagna, secondo Magrini, che di battaglie ecologiche, biotopi e geotopi sa già tutto e sa anche come si può affrontare questi ostacoli, deve nascere anche un "holiday shop", oppure una "Disneyland", a misura d'europeo, che non ha la cultura della cartapesta, ma ha la sensibilità artistica e sociale e ha voglia di divertirsi sia con le "americanate" che con quanto l'Europa gli invia. I contenuti di questa "Disneyland europea" sono tutti da stabilire: il dato certo è che la gente ha voglia di divertirsi e di provare sensazioni: quindi ci possono essere le slot machines come le giostre, i videogiochi, e tutte le diavolerie che il gusto di giocare riesce ad inventare. Ma il problema è questo: come ci si arriva sul Pian di Spagna, scendendo dal Nord Europa o salendo da Milano o dai paesi del lago o da tutto il resto del mondo? Con la Regina? Con la Statale 36? Nossignori, dice Magrini. Troppo poco queste arterie per un vero sviluppo. E con lo Spluga che ci porterà milioni di automezzi l'anno che dovranno andare da qualche parte come faremo? Imbottiglieremo questo fiume di veicoli e di gente sulle strade attuali e sui battelli? |