"Tubolario": si sta alzando il sipario sul secondo atto. Il primo, ormai, è già stato recitato, l'altra settimana quando un ingegnere milanese, Gian Franco Magrini, ha presentato ai comaschi un progetto sbalorditivo: collegare Como con Colico e con Lecco attraverso un tubo, anzi un bi-tubo, uno di andata e uno di ritorno, immerso nelle acque del lago di Como. Dentro il tubo, che ha un diametro di 15 metri ed è fatto di calcestruzzo, scorrono due corsie autostradali, un tracciato ferroviario ed uno per i treni della metropolitana. C'è anche una "passerella pedonale", ci sono marciapiedi mobili ed ascensori e non c'è un solo asse nord - sud, ma sono previsti pure collegamenti con l'una e l'altra sponda. Il "Tubolario" avrebbe intento valore locale, perché toglierebbe dall'isolamento tutto il bacino del lago, la Valtellina e la Valchiavenna, che adesso sarebbero anche raggiungibili con la Regina, la Lariana, la statale 36 o con l'elicottero, ma certo le code, le frane, l'angustia dei collegamenti non sono finiti. Dare collegamenti rapidi sicuri, protetti a queste località significa imprimere finalmente la grande svolta allo sviluppo economico, mai realizzato. Ma il lago di Como è il passaggio obbligato, il crocevia di una linea che collega Amburgo a Reggio Calabria, Stoccolma a Sidney, in Australia, l'Alaska con l'Estremo Oriente. Dunque, si comincerebbe con il lago di Como a creare quel primo frammento subacqueo di collegamenti mondiali. Non solo, ma realizzando il "Tubolario" si studiano e si vendono nuove tecnologie. | E questo è il primo atto: il progetto sulla carta del tubo del lago di Como. Ma Gian Franco Magrini non "recitava" per così dire, da solo. Ha trovato subito un punto d'appoggio a Como nel ragionier Angelo Evolvi, che è "nato" come imprenditore nel ramo petrolifero e poi è "cresciuto" in quella che è la formula finanziaria più avanzata e più conveniente dei nostri anni, il leasing. Magrini s'è appoggiato alla "Conter Leasing" in viale Varese 87 a Como, la società di Angelo Evolvi, per portare a termine e presentare il suo progetto. E fin qui, le cose sono note. Ma adesso, il "Tubolario" resta sulla carta in attesa di un veltro o questo frutto di coraggio e di intelligenza prolificherà? E gli stessi attori del primo atto giocheranno anche il secondo? Insomma, a due settimane dal "lancio del sasso", i cerchi nell'acqua si sono già esauriti o stanno ampliandosi? Da quanto sostengono l'ingegnere e il finanziere, c'è molto movimento, che non è ancora indirizzato alla ricerca dei consistenti capitali occorrenti per finanziare l'opera e nemmeno nei corridoi del potere, locale, regionale o statale. Perché è fuori discussione che dovranno essere le casse pubbliche, un momento o l'altro, ad aprirsi: un'opera così non può essere un'iniziativa privata dall'inizio alla fine e durante. |